Braddock: Missing in Action III

He's fighting for everyone who can't fight back.

1988 · 102 min · Azione
5.7 Di nicchia
Azione Guerra Avventura

Il colonnello James Braddock vive da dodici anni pensando di aver perso, nella casa distrutta da un colpo di mortaio durante la caduta di Saigon, la moglie vietnamita incinta. È sconcertato quando un missionario gli rivela che madre e figlio sono tutt'ora vivi. Riesce comunque a raggiungerli e a organizzare la fuga dal Vietnam, quando viene catturato dal perfido generale Quoc, sadico e torturatore.

Paese d'origine
🇺🇸 Stati Uniti
Anno
1988

Curiosità e retroscena

/
Genesi

Cannon Films, in difficoltà finanziarie, spinse per un terzo capitolo della saga Missing in Action, ma Chuck Norris inizialmente si rifiutò di parteciparvi.

Genesi

L'interesse di Norris fu risvegliato quando il fratello Aaron gli parlò delle migliaia di bambini amerasiatici abbandonati in Vietnam, spingendolo a documentarsi sul tema e a coinvolgersi emotivamente nella storia.

Genesi

Norris fu particolarmente colpito da un servizio del programma TV 20/20 sulla storia vera di un soldato americano che, tornato dal Vietnam, impiegò 14 anni per riuscire a far uscire dal paese il figlio avuto da una donna vietnamita morta di parto.

Cast

Il regista originariamente previsto era Joseph Zito, che aveva diretto il primo film della saga, ma lasciò il progetto per conflitti creativi e personali con Chuck Norris.

Cast

Dopo la partenza di Zito, il regista Jack Smight fu brevemente coinvolto nel progetto prima che Aaron Norris, fratello di Chuck, facesse il suo debutto alla regia proprio con questo film.

Riprese

Le riprese si svolsero nelle Filippine, dove il 30 maggio 1987 un incidente con un elicottero AUH-76 dell'Aeronautica Militare filippina causò la morte di quattro militari e poliziotti.

Accoglienza

Nonostante Chuck Norris ritenesse che fosse il miglior film mai realizzato prima della sua uscita, Braddock: Missing in Action III risultò il capitolo meno redditizio della trilogia, debuttando al quinto posto al box office con 2,2 milioni di dollari nel primo weekend.

Accoglienza

Norris espresse in seguito frustrazione per la gestione del marketing da parte di Cannon Films, arrivando a minacciare di rompere il contratto perché riteneva che la cattiva promozione stesse mettendo a rischio la sua carriera.

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