Duca di York e secondogenito di re Giorgio V, Bertie è afflitto dall'infanzia da una grave forma di balbuzie che gli aliena la considerazione del padre, il favore della corte e l'affetto del popolo inglese. Figlio di un padre anaffettivo e padre affettuoso di Elisabetta (futura Elisabetta II) e Margaret, Bertie è costretto suo malgrado a parlare in pubblico e dentro i microfoni della radio. Sostituito il corpo con la viva voce, il Duca di York deve rieducare la balbuzie, buttare fuori le parole e trovare una voce. Lo soccorrono la devozione di Lady Lyon, sua premurosa consorte, e le tecniche poco convenzionali di Lionel Logue, logopedista di origine australiana. Tra spasmi, rilassamenti muscolari, tempi di uscita e articolazioni più o meno perfette, Bertie scalzerà il fratello “regneggiante”, salirà al trono col nome di Giorgio VI e troverà la corretta fonazione dentro il suo discorso più bello. Quello che ispirerà la sua nazione guidandola contro la Germania nazista.
David Seidler ha sviluppato da bambino una balbuzie, che attribuisce al trauma emotivo della Seconda guerra mondiale e all'assassinio dei suoi nonni nell'Olocausto; la storia di Giorgio VI, che riuscì a superare lo stesso disturbo, lo ispirò a scrivere il film.
Genesi
Seidler contattò Valentine Logue, figlio di Lionel, che accettò di condividere le note del padre solo con il permesso della Regina Madre; lei gli chiese di attendere la sua morte poiché i ricordi di quell'epoca erano ancora troppo dolorosi, così Seidler sospese il progetto fino al 2002.
Genesi
La moglie di Seidler trovò la prima sceneggiatura troppo 'sedotta dalla tecnica cinematografica' e gli suggerì di riscriverla come pièce teatrale per concentrarsi sulla relazione tra il re e Logue.
Genesi
Nove settimane prima dell'inizio delle riprese, i produttori scoprirono l'esistenza di un diario con le note originali di Lionel Logue, che il nipote Mark Logue e il giornalista Peter Conradi stavano usando per un libro; ottennero il permesso di integrare questo materiale nella sceneggiatura, inclusa la battuta finale sulla lettera W pronunciata dal re.
Cast
Prima di scegliere Colin Firth, Seidler pensava che Paul Bettany sarebbe stato adatto al ruolo di Giorgio VI, mentre Hooper preferiva Hugh Grant; entrambi gli attori rifiutarono l'offerta.
Cast
Per far arrivare la sceneggiatura a Geoffrey Rush, la produttrice Joan Lane fece recapitare a mano il copione a casa dell'attore a Melbourne tramite una collaboratrice australiana, un gesto che l'agente di Rush considerò una scortesia di etichetta ma che portò comunque a un'apertura al progetto.
Riprese
Le riprese durarono 39 giorni, concentrati soprattutto nelle tre settimane prima di Natale 2009 perché Geoffrey Rush doveva poi recitare in un'opera teatrale a gennaio, mentre gli impegni di Helena Bonham Carter con Harry Potter obbligarono a filmare le sue scene nei fine settimana.
Riprese
Per ricreare lo smog londinese degli anni '30 fu usato talmente tanto fumo artificiale che gli allarmi antincendio scattarono durante le riprese nei Pullens Buildings di Southwark.
Riprese
Non essendo stato concesso l'accesso a Westminster Abbey per motivi turistici, la produzione filmò le scene dell'incoronazione nella cattedrale di Ely, scelta preferita rispetto a Lincoln Cathedral nonostante quest'ultima fosse architettonicamente più simile all'Abbazia.
Riprese
La scena di apertura, ambientata alla chiusura della British Empire Exhibition di Wembley del 1925, fu filmata nello stadio Elland Road di Leeds e nell'Odsal Stadium di Bradford, scelto per la somiglianza delle sue curve con la Wembley del 1925; la troupe riempì le gradinate con manichini gonfiabili e oltre 250 comparse in costume, e altre persone furono aggiunte in post-produzione con effetti visivi.
Musica
Per registrare la colonna sonora furono usati vecchi microfoni recuperati dagli archivi EMI, appositamente realizzati per la famiglia reale, per creare un suono d'epoca.
Musica
L'uso del secondo movimento della Settima Sinfonia di Beethoven durante il discorso radiofonico del 1939 fu una scelta del montatore Tariq Anwar come traccia temporanea, che il compositore Alexandre Desplat decise di non sostituire perché il tema aveva una qualità universale.
Effetti
Per rendere il senso di costrizione vissuto dal re, il regista Tom Hooper e il direttore della fotografia Danny Cohen usarono obiettivi grandangolari inusuali (14mm, 18mm, 21mm, 25mm e 27mm) e talvolta posizionarono la camera a soli 18 pollici (circa 45 cm) dal viso di Colin Firth per catturare il nervosismo della prima seduta.
Accoglienza
Il film fu inizialmente classificato '15' nel Regno Unito per il linguaggio scurrile (la parola 'fuck' pronunciata circa 17 volte); dopo le critiche di Hooper la classificazione fu abbassata a '12A', mentre negli Stati Uniti fu distribuita anche una versione con alcune bestemmie attenuate per ottenere il rating PG-13.
Accoglienza
Il film ottenne 12 candidature agli Oscar, il maggior numero di quell'anno, vincendone 4 tra cui Miglior Film e Miglior Attore per Colin Firth; ricevette anche 14 candidature ai BAFTA, più di ogni altro film.
Riferimenti
Il nipote di Lionel Logue, Robert Logue, ha dubitato dell'accuratezza della rappresentazione del nonno nel film, dichiarando che non credeva che avesse mai imprecato davanti al re né che lo avesse chiamato 'Bertie'.
Citazioni memorabili
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Mia la partita, mio il campo, mie le regole. (Lionel)
Lionel LogueStabilendo le regole della terapia nella sua sala di consultazione
Sono un setaccia sassi, ho un setaccio di sassi setacciati ed uno di sassi non setacciati, perché sono un setaccia sassi. (Bertie) scioglilingua
BertieEsercizio di dizione particolarmente difficile per chi ha problemi di balbuzie
Bertie: Non me ne starò qui a canticchiare.Lionel: Con me potete.Bertie: Perché siete singolare.Lionel: Lo ritengo un complimento!
Bertie e LionelScambio che rivela la natura della loro relazione terapeutica
Io posso curare vostro marito ma per il mio metodo mi occorrono fiducia e totale uguaglianza. Qui, al riparo della mia sala di consultazione. Nessuna eccezione. (Lionel)
Lionel LogueIllustrando il suo approccio terapeutico basato su fiducia e parità
Chiunque riesca a gridare vocali da una finestra aperta può imparare a tenere un discorso. (Lionel)
Lionel LogueSpiegando il suo metodo innovativo per superare i problemi di eloquenza
Chi è povero e contento è ricco e ricco assai! (Lionel)
Lionel LogueUna riflessione filosofica sulla vera ricchezza